Rusó Sala

Rusó Sala

Da bambina, giocando liberamente in modo eclettico, la piccola Rusó gettava le basi dell’arte della sua vita: fare musica. La scrittura di canzoni è sempre stata al centro della sua esistenza; la sua primissima composizione, “La Flama”, scritta a Budapest nel 2006, è poi diventata una traccia del suo album di debutto autoprodotto La Ciutat Imaginària (La città immaginaria, autopubblicato nel 2009). Nello stesso anno vince due prestigiosi concorsi e intraprende una serie di viaggi in Italia. Qui, durante una tournée in collaborazione con il pianista jazz Kekko Fornarelli, registra il suo secondo album Mar Endins (Mare interiore, Freshsound 2013), in cui i diversi suoni del Mediterraneo e dell’Italia settentrionale si intrecciano con grande finezza. Nello stesso periodo il suo percorso incrocia quello della chitarrista sarda Caterinangela Fadda: insieme vincono diversi premi (tra cui il Pino Piras e il Premio Andrea Parodi con la canzone “La Meva Terra”) e registrano il terzo album di Ruso, Fil de Coure (Filo di rame, Microscopi 2015).

A questo punto la sua sensibilità si approfondisce verso le fragranze e i colori dei suoni mediterranei, che rielabora e “dipinge” nelle sue canzoni. Seguono collaborazioni performative: canti sefarditi con Rosa Zaragoza, musiche della cultura arabo-andalusa con Amine Tilioua e tradizione popolare iberica con Coetus.

Negli ultimi anni Rusó ha condiviso le sue passioni in numerosi paesi, dall’Argentina alla Polonia, dal Portogallo a tutta la Spagna. Il lavoro sul suo quarto album Desirem (Desideriamo, Microscopi 2019) inizia nel 2017, in collaborazione con il percussionista Aleix Tobias e la polistrumentista Miriam Encinas. Presentato in anteprima a Barcellona nel 2019, questo album intenso, elegante e innovativo spinge i confini del genere, trasformandolo profondamente.

La passione di Rusó per la collaborazione artistica include, tra gli altri, Bente Kahan, Clara Peya, Tanit Navarro, Rosa Zaragoza, Giulia Valle, Sakapatú, Joan Isaac e Ian Sala.