Noies Quartet
Irene Piazza, violino
Cecilia van Berkum, violino
Jieun Kim, viola
Mar Bonet Silvestre, violoncello
C. Shaw (1982)
Plan and Elevation
I. The Ellipse
La ginestra (J.Maragall)
E. Toldrà (1895-1962)
Vistes del mar
C. Shaw
Plan and Elevation
II. The Cutting Garden
III. The Herbaceous Garden
Laggiù, nelle lontananze del mare (J.Maragall)
E. Toldrà (1895-1962)
Vistes del mar
II. Lento
C. Shaw
Plan and Elevation
IV. The Orangerie
V. The Beach Tree
Il mare era allegro, questo mezzogiorno (J.Maragall)
E. Toldrà (1895-1962)
Vistes del mar
III. Molto vivace
35’ | Ingresso 8 €
Sebbene separate da quasi un secolo, Plan & Elevation di Caroline Shaw e Vistes al mar di Eduard Toldrà condividono qualcosa di essenziale: entrambe trasformano un luogo fisico in esperienza musicale. Non descrivono semplicemente un paesaggio; lo abitano. In Vistes al mar, Toldrà trasforma in suono la poesia marina di Joan Maragall: il riflesso del mare, il vento, la luce mediterranea e il movimento delle onde. L’opera nasce direttamente da poesie legate al paesaggio costiero catalano. In Plan & Elevation, Shaw compie qualcosa di simile, ma attraverso un’altra sensibilità: prende ispirazione dai giardini e dall’architettura di Dumbarton Oaks.
Ogni movimento riflette uno spazio diverso – un giardino, un boschetto, una struttura – ed esplora il modo in cui percepiamo proporzione, distanza e texture. Toldrà ascolta il paesaggio come un poeta; Shaw lo osserva come un’architetta. Ma, grazie alla loro grande trasparenza sonora, entrambe le opere preferiscono suggerire piuttosto che imporsi.
Dunque due rappresentazioni della natura opposte: da un lato quella più selvaggia e pura di Toldra, dall’altro quella più controllata e perfezionata dall’uomo, raccontata da Shaw. In questa performance i due paesaggi si sovrappongono in un percorso unico, dove i brani ci invitano ad ascoltare come uno spazio possa organizzare la nostra percezione del tempo. Due paesaggi diversi, ma una stessa idea: trasformare la contemplazione in musica.
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1) La ginestra La ginestra ancora una volta, la ginestra dal profumo intenso, è la mia innamorata che ritorna col tempo del caldo. Per darle un abbraccio sono salito in cima al colle: dal primo bacio mi ha lasciato tutto profumato. Soffiava un vento che sventolava, splendeva un sole luminosissimo: la ginestra si contorceva furiosa, ridendo al sole. Io la prendo per la cintura: le forbici fanno rumore spogliando tanta bellezza finché il cuore non me ne ha detto basta. Con un vimine che cresceva innocente accanto a lei ho legato la dolce amata ben stretta in un piccolo mazzo. Quando l’ho avuta legata mi sono voltato verso il mare... Mi sono rivolto al mare, che brillava come cristallo; ho sollevato il mazzo in alto e sono corso giù a valle. |
2) Laggiù, nelle lontananze del mare Laggiù, belle lontananze del mare si levava la luna solitaria. Un inno senza parole, cadenzato, le cantavano le onde sulla spiaggia. Il cielo, tutto liscio e scolorito, ascoltava il canto delle onde; e la terra, oscurandosi a poco a poco, senza voce, senza vento e senza fasti, pareva immergersi nel nulla, davanti al cielo e al mare che s’illuminavano al bacio della luna, sempre più chiaro a ogni istante, e al crescente mormorio delle onde. 3) Il mare era allegro, questo mezzogiorno Il mare era allegro, questo mezzogiorno; tutto era luce e grida e fiori di schiuma, perché splendeva il sole e correva il vento. In lontananza si vedeva un grande mantello di bruma. Sopra le onde, con le vele dritte, le barche saltellavano come caprette. |