Quartetto Doré
Ilaria Taioli, violino
Samuele Di Gioia, violino
Salvatore Borrelli, viola
Caterina Vannoni, violoncello
L. van Beethoven (1770-1827)
Quartetto per archi n. 8 in mi minore, op. 59 n. 2 "Razumowsky"
40’ | Ingresso 8 €
Composto tra il 1805 e il 1806, il Quartetto op. 59 n. 2 è il secondo dei tre quartetti dedicati al conte (poi principe) Razumovskij, ambasciatore russo a Vienna e tra i più generosi mecenati di Ludwig van Beethoven. Grande intenditore e violinista dilettante, Razumovskij non solo finanziò l’opera, ma mantenne a proprie spese un quartetto stabile, permettendo a Beethoven di spingersi verso soluzioni formali e sonore audaci: l’opera segna una svolta nel linguaggio quartettistico, adottando una logica sinfonica che tratta gli archi come un unico organismo sonoro, denso di tensioni e contrasti.
Il brano si apre con un Allegro in mi minore dal carattere teso e frammentario, seguito dal Molto Adagio in mi maggiore, cuore espressivo dell’opera: un corale intensamente evocativo, indicato «con molto di sentimento» e, secondo Czerny, ispirato alla contemplazione di una notte stellata e dei moti celesti. Lo Scherzo (Allegretto) rende omaggio al committente citando un tema popolare russo, rielaborato in scrittura contrappuntistica. Il finale, un Presto incalzante, conduce a una chiusa di travolgente energia.
Protagonista dell’esecuzione è il Quartetto Doré, giovane ensemble attivo a livello internazionale, le cui note risuonano negli spazi del Museo Virgilio, dove la memoria del poeta rivive tra le mura storiche di Palazzo del Podestà e moderni allestimenti multimediali.
Testo a cura di Desirée Blundi