Trio Quodlibet
Vittorio Sebeglia, violino
Virginia Luca, viola
Fabio Fausone, violoncello
Andrea Rebaudengo, pianoforte
G. Fauré (1845-1924)
Quartetto per pianoforte e archi n. 1 in do minore op. 15
35’ | Ingresso 10 €
Composto tra il 1876 e il 1879 e rivisto nel 1883, il Quartetto op. 15 nacque in un momento cruciale della formazione di Gabriel Fauré: erano gli anni in cui il compositore aveva scoperto Wagner, compiendo pellegrinaggi a Monaco e a Colonia per ascoltare la Tetralogia, continuando però a guardare anche a Brahms, con il suo rigore formale e il suo slancio lirico. Il risultato è una musica che cerca di instaurare un dialogo tra i due modelli — la continua invenzione melodica dell’uno e l’artigianato del secondo — in un equilibrio del tutto personale.
Il primo movimento, Allegro molto moderato, apre con un tema vigoroso e modale degli archi, animato da ritmi sincopati di sapore gitano; lo Scherzo è brillante, segnato dai pizzicati degli archi che evocano chitarre e mandolini; l’Adagio è il centro emotivo dell’opera, con un tema che si distende in arcate sempre più appassionate per dissolversi infine in un luccicante pulviscolo sonoro; il finale Allegro molto è luminoso e senza ombre, come scrisse il musicologo francesce Vladimir Jankélévitch (1903-1985), rivolto all’avvenire di molti «domani luminosi».
Ad eseguire questo splendido Quartetto del compositore francese, i fantastici musicisti del Trio Quodlibet che, insieme al pianoforte di Andrea Rebaudengo, incanteranno il pubblico dello splendido Salone degli Arazzi.
Testo a cura di Bianca Cimmino – Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (Cremona)