Ensemble Terra Mater
Angela Centanin, voce, sagat, nacchere
Irene Benciolini, violino, viola, santur, voce
Ruben Medici, oud, bouzouki, chitarra classica, viola, voce
Nicola Benetti, fisarmonica, setar, chitarra classica, duff, darbouka, riq, kantele, voce
Francesco Trespidi, duff, darbouka, riq, musette, kaval, bansuri, dizi, xun, low whistle, flauti dolci
Ibn al-Khatib (1313-1374)
Lamma Bada Yatathanna
Romanza sefardita (Spagna, XV sec.)
Yo m'enamonì d'un aire
Canto tradizionale arabo
Zarani al Mahboub
Safari Ali (Siria, 1884-1962)
Samai Nahawand
Anonimo sefardita, Spagna XV sec. / J. Kapsberger (1580-1651)
Por la tu puerta yo pasí - Canarios
B. Licheri (Sardegna, 1667-1733)
No mi giamedas Maria
30’ | Ingresso 8 €
Nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, l’Ensemble Terra Mater porta un vero e proprio itinerario di musica ritrovata, nel doppio segno di Discover e Looking Forward: voci di secoli lontani per restituirle alle nuove generazioni. Cinque musicisti che suonano insieme strumenti di tradizioni diverse, accompagnano l’ascoltatore attraverso il Mediterraneo e i suoi secoli, dall’Andalusia alla Siria, dal mondo sefardita fino alla Sardegna.
Il concerto prende avvio con Lamma Bada Yatathanna, che dalla poesia del letterato e politico Ibn al-Khatib è diventato uno dei brani più amati del repertorio arabo-andaluso. Dopo delle romanze sefardite del XV secolo, quali Yo m’enamonì d’un aire, Zarani al Mahboub e un canto tradizionale arabo, segue il Samai Nahawand del compositore siriano Safari Ali, raffinato esempio di forma strumentale classica del repertorio arabo. L’anonima romanza sefardita Por la tu puerta yo pasí si intreccia poi con i Canarios del liutista romano Johann Hieronymus Kapsberger, in un dialogo tra Spagna e Italia del primo Seicento. A chiudere, No mi giamedas Maria di Bonaventura Licheri, tratto dal Su settenariu pro sa Chida Santa: un canto devozionale sardo in logudorese che porta con sé la voce antica della tradizione insulare.
Testo a cura di Bianca Cimmino – Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (Cremona)