Artchipel Orchestra

Artchipel Orchestra

Artchipel Orchestra è un progetto in divenire del batterista, compositore e direttore d'orchestra Ferdinando Faraò.  L’esperimento Artchipel ha dato risultati eccellenti, apprezzati sia dal pubblico sia dalla critica, tanto che al Top Jazz, il referendum annuale della critica italiana indetto dalla rivista Musica Jazz, è stata giudicata come "Miglior Formazione dell'Anno" nel 2012, 2017, 2022, 2025 e seconda migliore formazione nella classifica della stessa categoria nel 2014 e 2024.

Da un repertorio di brani originali, la band è passata ad arrangiamenti propri di composizioni scritte negli anni settanta, ottanta e novanta da Mike Westbrook, Alan Gowen, Fred Frith e Dave Stewart. Nell’autunno 2012 è nato così il primo cd dell’orchestra, «Never Odd or Even», con ospite Phil Miller e note di copertina di Jonathan Coe, nella quali si legge tra l'altro: «Ho sempre pensato che l’aspetto più radicale e interessante di quella musica fosse l’inosservanza delle linee di demarcazione: era sperimentale eppure melodiosa; ti catturava il cervello ma anche il corpo; era complessa ma anche affabile e accessibile (…); qualche volta pareva musica classica suonata da un gruppo pop; qualche altra, jazz suonato da un complesso da camera. I musicisti che la facevano erano geniali compositori e improvvisatori, musicisti di prim’ordine, pieni di talento eppure (...) assolutamente modesti e alla mano». E ancora: «Provo un enorme piacere a riascoltare quelle composizioni di Gowen, in esecuzioni cariche di vita e di energia. Ed è altrettanto magnifico ascoltare nuove interpretazioni della maestosa Tenemos Roads di Dave Stewart e di Moeris Dancing di Fred Frith (...). Per non parlare dell’orecchiabile Original Peter di Mike Westbrook (…). E, a coronare il tutto, una bella composizione originale di Faraò, Big Orange, toccante omaggio a Pip Pyle, morto nel 2006 dopo essere stato una presenza fondamentale e un’ispirazione per così tanti di quei gruppi».

Il secondo cd dell’Artchipel, pubblicato nel 2014 in allegato al mensile Musica Jazz (che in quell’occasione ha toccato uno dei propri record di vendite degli anni recenti), è totalmente dedicato ad arrangiamenti per big band di brani scritti da Hugh Hopper e Robert Wyatt per i Soft Machine. Recensendo il disco, una grande firma della critica jazz mondiale come Richard Williams ha scritto: «Faraò and his fellow arranger, Beppe Barbera, aren’t making carbon copies of the originals here. They’re devising revisions that bring unusual resources to bear on the material, exposing facets of beauty that we might not have imagined to be present, even in embryo». E Michael King ha aggiunto: «Those old tunes have been given a new life, and they sound utterly fresh and wonderful again. A great many sublime touches have been added, something I don’t think anyone else has done to date. Such a beautiful listening experience (…). To my ears this is the best version of this music. (…) you have successfully realized the dormant potential within the original music, creating music that honours its creators by raising it to a level of great sophistication, and placing it in a beautifully expansive musical rainbow».

Nel 2015-2016 Artchipel Orchestra si è dedicata all’arrangiamento di composizioni della musicista britannica Lindsay Cooper. Per interpretarle dal vivo e registrarle ha arruolato nelle proprie file il batterista Chris Cutler, già assiduo collaboratore della stessa Cooper.

Artchipel Orchestra ha suonato nei più importanti festival jazz nazionali ed è stata affiancata da ospiti internazionali del calibro di Keith Tippett, Julie Tippetts, Karl Berger, Ingrid Sertso, Mike e Kate  Westbrook, Pete Whyman, Chris Cutler, Adam Rudolph, Cyro Baptista, Jonathan Coe.