Giovanni Gnocchi, violoncello
I violoncelli del Mozarteum
Alfredo Anastasio
Yhaïs Deefort
Ana Martínez González
Noah Oshiro
Leonard Razboršek
Lynn Renouil-Hata
Keina Satoh
Hai-Qing Yang
Anonimo (XIV sec.)
La Mantovana. "Fuggi, fuggi, fuggi da questo cielo"
D. Ortiz (1510-1570 ca)
Recercada segunda
O. Respighi (1879-1936)
Antiche arie e danze
W. Fitzenhagen (1848-1890)
Concert-Walzer per quattro violoncelli
A. Dvořák (1841-1904)
Danza Slava op. 72 n. 2
G. Keating (1937)
Dance Hall Suite
E. Villani-Côrtes (1930)
Baião!
W. Kaiser-Lindenmann (1940-2010)
Bossa Nova Philharmonica
Mambo!
45’ | Ingresso 10 €
Dimenticate la compostezza del concerto classico: stasera la musica in Corte Plattis è puro movimento! Giovanni Gnocchi e i suoi brillanti allievi del Mozarteum coinvolgono il pubblico in un’entusiasmante odissea coreutica attraverso i secoli, riscoprendo la danza nella sua essenza più vitale: quella dello scambio e della condivisione nel celebrare il rito dell’incontro sociale.
L’invito al ballo parte da lontano, con La Mantovana – melodia popolare del XIV secolo che ha viaggiato per tutta Europa –, per poi immergersi nel raffinato gioco di ornamentazioni di Recercada segunda (1553) di Ortiz. Si prosegue con le Antiche arie e danze (1917-1931) di Respighi, dove il passato viene riletto attraverso una scrittura orchestrale raffinata, trovando qui una nuova dimensione nel timbro caldo dei violoncelli. Il Concert-Walzer op. 31 (ca. 1880-1890) di Fitzenhagen esalta invece la brillantezza virtuosistica dell’ensemble, mentre la Danza Slava op. 72 n. 2 (1886) di Dvořák restituisce tutta l’energia popolare in chiave cameristica. L’ultima parte del viaggio approda nel XX secolo, segnando il passaggio verso una modernità dinamica: con la Dance Hall Suite di Keating il ritmo si fa serrato e urbano, aprendo la strada a un’esplosione di sonorità extraeuropee. I violoncelli svelano la loro anima più percussiva tra il calore brasiliano del Baião! di Villani-Côrtes e le sinuosità della Bossa Nova Philharmonica di Kaiser-Lindenmann. Il congedo è affidato al ritmo travolgente del Mambo!: un’ultima scarica di energia per dimostrare che, nelle mani di questi talenti, il violoncello non conosce confini.
Testo a cura di Desirée Blundi