A causa delle previsioni meteorologiche avverse, il concerto ha subito un cambio di sede:
Piazza Santa Barbara > Teatro Bibiena
Sergey Malov, violino
Jennifer Stumm, viola
Orchestra da Camera di Mantova
W. A. Mozart (1756 - 1791)
Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K 364
Il concerto è fruibile grazie a tecnologie dedicate all’ascolto inclusivo. Attraverso un giubbotto tattile, che trasforma i suoni in vibrazioni percepibili dal corpo, e tramite un sistema di ascolto in alta definizione che consente la trasmissione diretta dell’audio alle protesi acustiche e agli impianti cocleari.
In collaborazione a Casa del Sole e MEDEL.
35’ | Ingresso 15 €
Nella magia di Piazza Santa Barbara, sotto il cielo notturno di Mantova, prende vita uno dei capolavori assoluti di Wolfgang Amadeus Mozart. Composta nell’estate del 1779, la la Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per violino e viola K 364 è in grado di tradurre il dolore in una musica di rara intensità e profondità; specchio di uno dei momenti più tormentati dell’esistenza mozartiana, riflette il sentimento legato alla perdita della madre e ad altre amare delusioni professionali.
La scrittura intreccia la dialettica del concerto solistico con la ricchezza sinfonica dell’orchestra: violino e viola si inseguono, si rispondono, si confrontano in un dialogo continuo e appassionato, fondendosi in un abbraccio sonoro di straordinaria tenerezza. Un’opera che rifugge dalla leggerezza dello stile galante per abbracciare una vena seria e meditativa. Musica che parla di incontro, di ascolto reciproco, di quella rara armonia in cui due voci diverse trovano una voce sola che, a oltre due secoli di distanza, continua a risuonare in una dimensione profondamente intima ed emotiva.
Protagonisti di questo imperdibile evento il violinista Sergey Malov e la violista Jennifer Stumm, artisti ormai di casa a Trame Sonore, per la prima volta nella veste di solisti con l’Orchestra da Camera di Mantova, condotta per l’occasione dal suo konzertmaister Carlo Fabiano.
Testo a cura di Giada De Sio