Marco Rizzi, violino
Giovanni Gnocchi, violoncello
Andrea Lucchesini, pianoforte
F. Schubert (1797-1828)
Trio per pianoforte e archi n. 2 in mi bemolle maggiore op. 100
Il concerto è fruibile grazie a tecnologie dedicate all’ascolto inclusivo. Attraverso un giubbotto tattile, che trasforma i suoni in vibrazioni percepibili dal corpo, e tramite un sistema di ascolto in alta definizione che consente la trasmissione diretta dell’audio alle protesi acustiche e agli impianti cocleari.
In collaborazione a Casa del Sole e MEDEL.
45’ | Ingresso 12 €
Nel febbraio del 1828, pochi giorni dopo aver completato il Trio in mi bemolle maggiore oggi in programma, Schubert scriveva a un amico: «Sono venuto al mondo con musica nuova». Morirà dieci mesi più tardi, a trentuno anni, lasciando in questa pagina una delle più alte sintesi del suo linguaggio estremo e lirico insieme. Il Trio fu tra le ultime sue opere ascoltate in pubblico, e appartiene a quel nucleo finale in cui la musica sembra già abitare un altro tempo, sospesa tra confessione e addio.
A interpretarlo, tre musicisti di solida e riconosciuta esperienza cameristica: Marco Rizzi, tra i più autorevoli violinisti della sua generazione, Giovanni Gnocchi, interprete di profonda sensibilità timbrica, e Andrea Lucchesini, artista che ha fatto di Schubert uno dei centri più autentici del proprio percorso musicale.
Il Trio in mi bemolle maggiore si offre così nella sua natura più complessa e umana: danza e congedo, luminosità e ombra, slancio vitale e consapevolezza del limite. Una musica che sembra contenere, insieme, il mondo e il suo dissolversi: un vero e prorpio testamento di questo straordinario compositore.
Testo a cura di Federica Mastantuono