Quartetto Doré
Ilaria Taioli, violino
Samuele Di Gioia, violino
Salvatore Borrelli, viola
Caterina Vannoni, violoncello
W. A. Mozart (1756-1791)
Quartetto per archi n. 14 in sol maggiore K 387
35’ | Ingresso 10 €
Nel 1770 i Conti d’Arco ospitarono un giovane Mozart di passaggio a Mantova con il padre Leopold e, nella cornice di Casa Mozart, all’interno della Sala degli Antenati di Palazzo d’Arco, il Quartetto Dorè porterà il Quartetto per archi n. 14 in sol maggiore K 387 del grande compositore salisburghese.
Si tratta a tutti gli effetti di un omaggio al luogo e alle generazioni future – come ci suggerisce la trama Looking Forward: composto a Vienna il 31 dicembre 1782, è il primo dei sei quartetti che Mozart dedicò a Franz Joseph Haydn (1732-1809), riconoscendogli esplicitamente il merito di avergli insegnato «come si fanno i quartetti d’archi». Nella dedica, scritta in italiano, Mozart parla dei suoi quartetti come fossero suoi figli, e mandati in giro per il mondo sotto la protezione del suo amico più celebre e più caro.
L’Allegro vivace assai iniziale si apre con un tema concepito a quattro parti strettamente intrecciate; il Minuetto non funge da semplice intermezzo, essendo insolitamente complesso e cromatico. L’Andante cantabile si distende in un’ampiezza di respiro inusitata, con un secondo tema del primo violino che ricorda i tempi lenti degli ultimi quartetti beethoveniani. Il finale Molto Allegro è un intreccio tra il contrappunto severo e lo stile galante, il cui tema fugato ritornerà, nel 1788, nel finale della Sinfonia Jupiter.
Testo a cura di Bianca Cimmino – Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (Cremona)